Archivio Storico Rosa Balistreri – Comunicato pubblico
Aggiornamento sulle controversie in corso relative alla Fondazione "Rosa Balistreri" di Licata e alla Fondazione "Made in Sicily Museum" ETS
L'Archivio Storico Rosa Balistreri, nella persona del suo custode legale Luca Torregrossa, rende pubblica la propria posizione in merito a tre distinte vicende che riguardano la tutela del nome, dell'immagine e del patrimonio artistico di Rosa Balistreri.
1. La raccolta fondi non autorizzata (Fondazione "Made in Sicily Museum" ETS)
Nei mesi scorsi, la Fondazione "Made in Sicily Museum" ETS ha condotto una campagna di raccolta fondi tramite il meccanismo del 5×1000, utilizzando il nome e l'immagine di Rosa Balistreri senza alcuna autorizzazione da parte degli eredi o dell'Archivio.
Tale condotta configura un utilizzo illecito dell'identità artistica di Rosa Balistreri a fini di finanziamento istituzionale, in violazione delle norme sul diritto d'autore e sulla tutela dell'immagine.
Luca Torregrossa, custode legale dell'Archivio Storico Rosa Balistreri, ha provveduto a:
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inviare formale segnalazione alla Fondazione "Made in Sicily Museum" ETS;
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presentare segnalazione all'Agenzia delle Entrate, competente sulla gestione del 5×1000;
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presentare segnalazione all'AGCM per pratiche commerciali scorrette;
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segnalare la vicenda al RUNTS (Ministero del Lavoro), in qualità di registro nazionale degli enti del Terzo Settore competente per la vigilanza sulle fondazioni ETS;
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pubblicare un avviso pubblico per informare i contribuenti e il pubblico della situazione.
2. La raccolta fondi di Francesco Giunta e i 5.100 € scomparsi
Una vicenda a sé riguarda Francesco Giunta, che ha promosso una raccolta fondi pubblica con il dichiarato scopo di costituire la Fondazione Rosa Balistreri. La raccolta ha fruttato 5.100,00 euro.
La Fondazione, tuttavia, non è mai stata costituita da Giunta.
Ci si chiede quindi: che fine hanno fatto quei 5.100,00 euro? Su quale conto sono stati depositati? E cosa si aspetta a restituirli?
Luca Torregrossa, custode legale dell'Archivio Storico Rosa Balistreri, ritiene che i sottoscrittori e il pubblico abbiano il diritto di ricevere una risposta chiara e documentata, e si riserva di agire nelle sedi competenti a tutela del nome e del patrimonio artistico di Rosa Balistreri.
3. La nomina illegittima di Raffaello Poggi nel CDA della Fondazione "Rosa Balistreri"
La Fondazione "Rosa Balistreri" è stata costituita dal Comune di Licata senza il consenso di Angela Torregrossa, erede diretta di Rosa Balistreri, la quale ha provveduto a diffidare formalmente il Comune.
Successivamente, anche Luca Torregrossa, custode legale dell'Archivio Storico Rosa Balistreri, ha inviato formale diffida al Comune di Licata. Il Comune, anziché sanare la situazione, ha aggirato l'ostacolo contattando Maurizio Torregrossa, fratellastro di Luca Torregrossa, il quale ha agito unilateralmente e senza il consenso degli altri aventi diritto.
Lo statuto della Fondazione prevede, all'art. 10, lett. d), che uno dei seggi del Consiglio di Amministrazione sia riservato a un discendente diretto di Rosa Balistreri. Maurizio Torregrossa ha violato tale disposizione sotto un duplice profilo:
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ha nominato Raffaello Poggi, soggetto che non riveste la qualità di discendente diretto;
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ha agito tramite delega, istituto che lo statuto della Fondazione non prevede né consente.
Raffaello Poggi siede quindi nel CDA in qualità di presunto "delegato nella discendenza diretta", una figura giuridicamente inesistente alla luce dello statuto vigente. Va inoltre precisato che né Raffaello Poggi né Maurizio Torregrossa hanno alcuna memoria storica — né artistica né biografica — di Rosa Balistreri, il che rende ancor più incomprensibile e inaccettabile la loro presenza in un organo deputato alla tutela della sua eredità culturale.
Luca Torregrossa ha trasmesso PEC formale alla Regione Siciliana (Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana), denunciando l'irregolarità della composizione del CDA. È attualmente in attesa di risposta dalla Regione: in base all'esito, si riserva di adire le vie legali nelle sedi competenti.
La situazione ha avuto conseguenze dirette sul funzionamento della Fondazione: a seguito delle diffide inviate, il delegato della Regione Siciliana ha rassegnato immediatamente le proprie dimissioni. Allo stato attuale, la Regione non ha ancora formalizzato un nuovo rappresentante e ha richiesto al Comune di Licata l'invio della documentazione costitutiva — statuto e atto costitutivo — che attende dal 2025 senza averla ricevuta.
La Fondazione "Rosa Balistreri" è di fatto in stallo e non operativa, paralizzata da una gestione che ha ignorato le legittime istanze degli eredi e dell'Archivio fin dalla sua costituzione.
Luca Torregrossa ha altresì chiarito pubblicamente le ragioni per cui non intende partecipare personalmente al CDA: 8 dei 9 componenti del consiglio sono nomine di natura politica. Un CDA a traino politico non garantisce trasparenza nella gestione e ne limita inevitabilmente le funzioni, subordinando le scelte culturali a logiche estranee alla missione della Fondazione.
A ciò si aggiunge che, per quanto mi risulta, il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) della Fondazione annovera — a eccezione di un solo componente — figure di scarso spessore culturale e storico: una lacuna grave e inaccettabile per un organismo chiamato a custodire e valorizzare una delle voci più autentiche della tradizione popolare siciliana.
Conclusione
L'Archivio Storico Rosa Balistreri continuerà a vigilare su ogni utilizzo non autorizzato del nome, dell'immagine e dell'opera di Rosa Balistreri, e ad agire nelle sedi competenti — amministrative, civili e penali — per la difesa di un patrimonio culturale che appartiene alla storia della Sicilia e dell'Italia intera.
